Design

Identità visiva e design di prodotto

Dal marchio alle interfacce. Costruiamo regole visive coerenti e le consegniamo in una forma che chi scrive il codice sa applicare, perché è nello stesso team.

Il problema

Il punto in cui le identità si sfaldano quasi mai è il marchio. È il passaggio successivo: le linee guida esistono, sono un PDF, e il prodotto digitale usa colori leggermente diversi, spaziature inventate e tre pesi tipografici che nel documento non compaiono. Nessuno ha disubbidito. Semplicemente la traduzione da documento a codice non è mai stata fatta da nessuno.

Succede perché in genere l'identità la fa un'agenzia creativa e il prodotto lo fa una software house, e nel passaggio fra le due si perde tutto ciò che non era eseguibile. Il risultato è un marchio coerente sulla carta e incoerente sullo schermo, cioè dove i clienti lo vedono davvero.

Il costo è di riconoscibilità. Un'azienda che sembra tre aziende diverse su tre canali diversi non costruisce memoria in nessuno dei tre, e la spesa in comunicazione rende meno di quanto dovrebbe.

Come lavoriamo

  1. Capiamo cosa dovete essere, non cosa vi piace

    Chi sono i vostri clienti, contro chi vi confrontano, cosa dovete comunicare prima ancora di essere letti. Le preferenze estetiche arrivano dopo: se un'identità piace ma non distingue, non ha fatto il suo lavoro.

  2. Guardiamo i concorrenti per non somigliargli

    Una rassegna visiva del settore serve a vedere dove si affollano tutti. Se in un mercato usano tutti il blu e il carattere geometrico, usarli significa scomparire, anche se presi singolarmente sono scelte corrette.

  3. Costruiamo il sistema, non solo il segno

    Marchio, palette con i valori esatti, scala tipografica, griglia, regole per le immagini e per gli spazi. Il sistema è ciò che permette di produrre materiali nuovi senza chiedere il permesso, mantenendoli riconoscibili.

  4. Verifichiamo sull'applicazione più difficile

    Non sulla presentazione, ma sul caso peggiore: il marchio piccolo su fondo scuro, il titolo lungo, la scheda prodotto affollata. È lì che un'identità si rompe, ed è meglio scoprirlo prima della consegna.

  5. Consegniamo in forma eseguibile

    Le regole diventano variabili CSS, token e componenti, non solo pagine di un documento. È il passaggio che di solito non viene fatto da nessuno, ed è la ragione per cui le identità si degradano.

Cosa ricevi

Marchio e immagine coordinata

Il marchio nelle sue varianti, nei formati vettoriali e in quelli pronti all'uso, con le applicazioni di base: carta intestata, presentazioni, firme, profili social.

Brand guidelines

Un documento breve e applicabile: colori con i valori esatti, scala tipografica, spazi di rispetto, e gli errori tipici mostrati accanto agli usi corretti. Fatto per essere aperto, non archiviato.

Interfacce e design system

Le schermate ad alta fedeltà e la libreria di componenti che le genera, con i token pronti da usare nel codice. Design e sviluppo parlano della stessa cosa perché guardano lo stesso file.

Cosa comprende, oltre al marchio

Identità visiva non significa solo logo. Queste tre aree fanno parte dello stesso lavoro e si affrontano insieme, perché separarle è esattamente ciò che produce le incoerenze descritte sopra.

UI e UX

Percorsi utente e interfacce. Prima si stabilisce cosa deve poter fare una persona e in quanti passaggi, poi si disegna. Interfacce accessibili da tastiera e da lettore di schermo, con contrasti verificati: non è un requisito opzionale, è la differenza fra un prodotto usabile da tutti e uno usabile da chi ha vista e mani perfette.

Design system

Una libreria di componenti e regole condivise, con i token di colore, tipografia e spaziatura come unica fonte di verità. Serve quando più persone lavorano sulla stessa interfaccia o i prodotti sono più di uno; sotto quella soglia lo diciamo che è sovrastruttura.

Motion design

Animazioni che spiegano cosa è successo e dove si è finiti, non decorazione. Ogni movimento rispetta le preferenze di sistema di chi guarda: chi ha attivato la riduzione del movimento riceve l'interfaccia ferma, senza perdere nulla di ciò che il movimento comunicava.

Domande frequenti

Fate solo il logo?

Possiamo, ma raramente è quello che serve. Un logo senza regole di applicazione dura finché lo usa chi lo ha commissionato: alla prima persona nuova ricomincia la deriva. Il minimo utile è marchio più linee guida essenziali su colore, tipografia e spazi.

Quanto dura un progetto di identità?

Un'identità di base richiede in genere da quattro a sei settimane. Con interfacce e design system si arriva a due o tre mesi. La variabile principale è la velocità delle decisioni: le revisioni con molte persone coinvolte allungano più dello sviluppo.

Abbiamo già un logo, si può tenere?

Spesso sì. Molti marchi non hanno un problema di segno ma di sistema: nessuna regola su colori, tipografia e spazi, e quindi ogni applicazione sembra di un'azienda diversa. In quel caso si costruisce il sistema attorno al marchio esistente, che costa meno e non brucia il riconoscimento già guadagnato.

Serve un design system alla nostra dimensione?

Si giustifica quando più persone lavorano sulla stessa interfaccia o quando i prodotti sono più di uno. Per un prodotto solo con una persona che progetta, un design system completo è sovrastruttura: bastano i token di colore, tipografia e spaziatura.

Le linee guida serviranno a qualcosa?

Solo se sono applicabili. Un documento di ottanta pagine che nessuno apre non serve a niente. Le nostre sono brevi, mostrano gli errori tipici accanto agli usi corretti, e nel caso digitale arrivano come token pronti da usare nel codice, non come immagini da ricopiare a mano.

Parliamone

Mostrateci come vi presentate oggi e dove sentite che qualcosa non torna. Spesso il problema non è il marchio ed è una buona notizia, perché costa meno risolverlo.

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